Anche chi sceglie una vacanza “personalizzata” ha diritto a ricevere una protezione adeguata

È datata 1990 la prima normativa europea sulle vacanze “tutto compreso”, quando ancora la maggior parte delle persone sceglieva da un catalogo una vacanza preconfezionata e prenotava tramite la propria agenzia viaggi di fiducia.

Nel 2013 però le cose sono cambiate, e, soprattutto grazie ….

ad internet, sempre più persone prenotano online la propria vacanza, componendola “pezzo per pezzo” in base ai propri gusti e alle proprie esigenze, tramite portali o motori di ricerca che offrono una pluralità di servizi forniti da uno o più professionisti che hanno legami commerciali tra loro.

Chiaramente la normativa del 1990 non contempla questa “nuova” modalità di organizzare una vacanza, con la conseguenza che, in caso di problemi, non sempre il viaggiatore può beneficiare delle tutele previste per chi sceglie un pacchetto turistico “standard”.

Per questo motivo, in occasione dell’avvio della stagione estiva 2013, l’Unione Europea ha deciso di rimettere mano alla normativa esistente e di aggiornarla per tenere il passo con l’evoluzione del mercato e garantire a tutti i viaggiatori la stessa protezione.

Le principali novità proposte dalla Commissione riguardano:

– introduzione di un limite del 10% agli aumenti di prezzo e obbligo per gli operatori di trasferire sui consumatori qualsiasi riduzione dei costi;

– reclami più semplici: il consumatore potrà presentare il reclamo direttamente al venditore presso il quale ha acquistato la vacanza (attualmente è spesso difficile capire a chi presentare il reclamo in caso di problemi con un solo servizio del pacchetto combinato);

– più diritti per i consumatori in caso di problemi prima della partenza: il consumatore potrà recedere dal contratto prima della partenza pagando un indennizzo ragionevole all’organizzatore. Inoltre, in caso di catastrofi naturali, disordini civili o altre situazioni gravi presenti nel paese di destinazione, i consumatori potranno recedere gratuitamente;

– diritto al rimborso e al rimpatrio, se necessario, nel caso in cui il venditore, il vettore o qualsiasi altro fornitore di servizi dichiari fallimento.

La proposta di riforma è stata presentata dopo una consultazione pubblica avviata nel 2009, e diventerà operativa non appena sarà approvata dal Consiglio dei Governi europei e dall’Europarlamento.

Come sostiene Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Europea e Commissaria per la giustizia, “l’obiettivo dell’UE è garantire che i circa 120 milioni di consumatori che ogni anno acquistano questi servizi turistici combinati (nel complesso, il 23% del totale) ricevano tutti una protezione adeguata.”

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