Le sostanze chimiche, anche se spesso non ce ne rendiamo conto, sono “ingredienti” fondamentali della nostra vita sotto forma di farmaci, additivi alimentari, cosmetici, coloranti per i tessuti, inchiostri, plastiche, eccetera.
L’Unione Europea ha regolamentato l’intera materia con provvedimenti specifici per alcune categorie di sostanze (farmaci, additivi alimentari, pesticidi)….

 Per le altre nel 2007 ha emanato il Regolamento n. 1907 (REACH) che riguarda la loro registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione. Inoltre ha istituito l’Agenzia delle sostanze chimiche che si occupa della registrazione di quelle che hanno volumi commerciali superiori alla tonnellata/anno.

In pratica è stato messo in atto un sistema che garantisce l’utilizzazione soltanto per quelle sostanze chimiche di cui è stata comprovata la sicurezza.

A cinque anni dall’emanazione del REACH la Commissione UE ha condotto una indagine, mediante interviste telefoniche a 1000 cittadini di diversi stati dell’Unione, per conoscere quale sia l’opinione in merito alle sostanze chimiche.

Da questa indagine è emerso che:
• tre europei su cinque ritengono che le sostanze chimiche attualmente impiegate sono più sicure di dieci anni fa. Il 65% ritiene anche che gli studi effettuati per valutarne la tossicità sono adeguati.
• Esiste una diffusa consapevolezza (96%) della “quotidianità” delle sostanze chimiche nei prodotti per l’igiene e le vernici; il 90% sa che i cosmetici sono costituiti da sostanze chimiche.
• La presenza delle sostanze chimiche viene riportata nelle etichette dei diversi prodotti. Quelle maggiormente controllate sono quelle alimentari, seguono i cosmetici, i giocattoli ed i prodotti per la pulizia. Soltanto il 38% controlla le etichette dei vestiti.
• Esiste l’opinione diffusa che sia impossibile fare a meno delle sostanze chimiche nella vita quotidiana. In merito all’impatto ambientale circa la metà degli intervistati non è d’accordo sugli effetti positivi delle sostanze chimiche.
• Molta importanza viene attribuita agli studi preliminari prima della immissione in commercio delle sostanze chimiche e che i produttori debbano essere anche responsabili della loro sicurezza. In ogni caso quelle prodotte nella UE sono ritenute più sicure.

Dalle informazioni disponibili risulta che le risposte fornite dagli italiani intervistati sono in linea con quelle date dai cittadini degli altri paesi. Anche se dall’indagine risulta che ci sia un ottimo livello di consapevolezza in merito alla esposizione alle sostanze chimiche, sulla base di quanto viene segnalato spesso all’UNC, non si può non rilevare che i cittadini spesso si mostrano preoccupati. Questa preoccupazione è spesso conseguenza di informazioni “mediatiche” basate su dati non accurati.

Il vero problema riguarda una utilizzazione non corretta o addirittura illegale delle sostanze chimiche che riguarda prevalentemente prodotti di importazione da alcuni paesi extracomunitari (ed in particolare la Cina), ma anche di piccole produzioni comunitarie.

I consigli che si possono dare sono di acquistare prodotti da canali “legali” e di leggere attentamente tutte le etichette. Nel caso le etichette dovessero essere difficilmente comprensibili o imprecise è bene rinunciare all’acquisto.
Le sostanze chimiche, per i diversi usi, possono dare numerosi benefici, ma è essenziale una loro corretta gestione alla quale sono chiamati gli stessi consumatori che debbono essere sempre prudenti e rispettare le condizioni di uso che vengono previste per i diversi prodotti quotidianamente impiegati.

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